La caduta dell’impero americano: Denys Arcand il regista dei barbari.

Aprile 23, 2019 1:07 pm

Chi sono i buoni, chi sono i cattivi nella nostra società? Rubare dei soldi ai criminali è un reato? Per la legge materiale sì, ma per la legge morale kantiana lo è davvero? E sono più immorali per la società i grandi evasori fiscali o i poveri cristi che stentano a mettere insieme il pranzo con la cena? È un criminale chi vende il proprio corpo per vivere bene o chi guadagna 575 volte il salario della propria dipendente? È morale che la Polizia possa poi disporre del 50% di tutto il denaro che sequestra (almeno secondo la legge del Canada)?

A questi e a molti altri interrogativi cerca di dare una propria risposta l’ultimo film del canadese Denys ArcandLa caduta dell’impero americano, nel quale l’impero è appunto una società che ci imprigiona in mille differenti cliché sociali ormai dati per immutabili. Non è importante in questa sede raccontare il film, al quale auguro la maggiore visibilità possibile, ma quello che è davvero importante è il messaggio che Arcand cerca di trasmettere sempre con le sue opere: noi siamo pazzi, viviamo in una società di pazzi che inseguono modelli da pazzi e che hanno perso di vista la propria umanità.

Pierre-Paul ha 36 anni e nonostante un dottorato in filosofia deve lavorare come fattorino per tirar su uno stipendio appena decente. Un giorno, durante una consegna, si ritrova suo malgrado sulla scena di una rapina finita male, che lascia sull’asfalto due morti e altrettanti borsoni pieni di soldi. Cosa fare? Restare a mani vuote o prenderli e scappare? Il dubbio dura una frazione di secondo, giusto il tempo di caricare il malloppo sul furgone. Ma i guai sono appena iniziati: sulle tracce del denaro scomparso, infatti, ci sono due agenti della polizia di Montreal ma soprattutto le gang più pericolose della città. Per uscire da un sogno che rischia di diventare un incubo, Pierre-Paul dovrà fare gioco di squadra con un team di improbabili complici: una escort che cita Racine, un ex galeotto appena uscito di prigione e un avvocato d’affari esperto di paradisi fiscali. Insieme, scopriranno che i soldi non danno la felicità… o forse sì?

“Credere unicamente nel denaro. È questo che ha distrutto gli Stati Uniti!” è il manifesto del film che Arcand fa dire al suo alter ego. E infatti col denaro lui farà altre cose che nessuno di noi probabilmente farebbe.

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