Troppa Grazia: Commedia Surreale In Cui I Miracoli Non Arrivano Al Momento Giusto

novembre 22, 2018 11:00 am

Troppa Grazia: la commedia surreale di Zanasi che porta il rapporto con la fede e la spiritualità sotto un’altra ottica, completamente diversa a tutto quello che si è già visto. A metà strada fra il magico e l’ironia Zanasi descrive una storia di fede, spirituale della nostra quotidianità strizzando gli occhi agli ecomostri e alle catastrofi ambientali.

Zanasi aveva partecipato alla Quinzaine nel ’95 con il suo film d’esordio, Nella mischia, e torna a Cannes nella stessa sezione con questa storia magica e surreale in cui la protagonista, Lucia, vede la Madonna. Nel cast anche Elio Germano, Giuseppe Battiston, Hadas Yaron, Carlotta Natoli e Thomas Trabacchi. Troppa grazia, prodotto da Pumpkin con Rai Cinema uscirà da Bim.

Un film coraggioso e sorprendente, la cui grazia – quella della regia, e della scrittura – non è mai troppa

Protagonista del film è la geometra Lucia, madre single, che riceve un appalto (illegale) che la farebbe guadagnare moltissimo. Durante un sopralluogo ha un incontro che le cambierà la vita: quella che sembra essere una rifugiata la implora di costruire su quel terreno una chiesa, la donna è in realtà la Madonna. 

Lucia ha il volto di Alba Rohrwacher in una delle sue interpretazioni migliori:

“È una geometra che cerca di andare avanti con quel poco che ha senza farsi domande. A un certo punto arriva una figura inaspettata, la Madonna, una visione a cui non crede e a cui si oppone. La Madonna la metterà in discussione”.

Elio Germano è l’elettricista Arturo, l’ex fidanzato della protagonista, pronto a tutto per riconquistarla:

“Non è scosso da nulla e da nessuno, vuole recuperare la sua vecchia fiamma, la Madonna alla fine sconvolgerà anche a lui, provocherà un effetto domino su tutti”.

La Madonna, nel film, ha il volto dell’attrice israeliana Hadas Yaron, premiata con la Coppa Volpi a Venezia per La Sposa Promessa:

“Non è la Madonna che ci aspettiamo del tipico ritratto religioso, è un film sul credere. Lucia ha sentito un richiamo legato alla sua infanzia, in cui le sembrava automatico credere. Lucia rischia di perdere la capacità di credere, ecco che la ‘sua’ Madonna torna ed è molto arrabbiata con lei. Rappresenta una forza primordiale dentro di lei ed è un richiamo, forse l’ultimo richiamo importante della sua vita”.

La commedia surreale che ironizza sulla spiritualità al cinema

Gianni Zanasi è anche autore della sceneggiatura e ha deciso di raccontare questa storia con la spiritualità a farla da protagonista dopo aver avuto una “visione”:

“L’idea è venuta da sola, se l’avessi cercata non l’avrei trovata… Certi incontri arrivano senza che te l’aspetti. Mi sono immaginato una donna di 36 anni che sta crescendo una figlia da sola con difficoltà economiche e che fa la geometra. L’ho immaginata in un centro commerciale, con dentro tante cose  irrisolte, nel reparto delle televisioni e in questo stato d’animo, succede l’impensabile: vede la Madonna e sono scoppiato a ridere…”

Una storia surreale, “misteriosa” sin dalle prime immagini nel film si capisce che l’apparizione della Vergine non è simile a quelle raccontate dalla religione cattolica:

“È una commedia con più domande che risposte, un film liberatorio delle contraddizioni che abbiamo dentro – spiega Zanasi – Abbiamo esiliato il sentimento del mistero, Troppa grazia prova a tenere il magico dentro il reale, a trovare un equilibro tra presente e mistero, il mondo dell’infanzia e quello degli adulti, l’innocenza e la corruzione. Tanta roba che ho provato a tenere dentro senza retorica ma con lo scatto di una risata”.

 

Troppa grazia non è soltanto una commedia, è anche una lettera d’amore a chi non si accontenta in un’epoca in cui accontentarsi sembra un destino inevitabile

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